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Biblioteca Comunale di Ventotene

Sede:
Via Roma, 2
Patrimonio librario:
9.000
Specialistiche:
Federalismo Europeo, isole pontine, Storia del Mezzogiorno preunitario

La biblioteca possiede un settore espressamente dedicato agli scritti relativi al periodo del Confino e a quello, successivo, di sviluppo dell’idea dell’Europa. Inoltre conserva gli atti di tutte le edizioni della “settimana federalista” che sono state realizzate a Ventotene ed è strettamente collegata all’Archivio Storico che va implementando progressivamente il patrimonio documentario relativo agli stessi temi. Essa inoltre detiene la copia del Manifesto “per un’Europa libera e unita” scritto da Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, tradotto in tutte le lingue dei Paesi che fanno parte dell’Unione Europea. Il patrimonio bibliografico e documentario custodito nella Biblioteca Comunale costituisce l’alimento del ruolo di Ventotene.

Contatti

Orari d'apertura

lun15:30 - 19:30
mar14:30 - 19:30
mer15:30 - 19:30
gio14:30 - 19:30

Cenni storici

Per Ventotene è accertata la presenza di materiale protostorico, rinvenuto circa quaranta anni fa in un terreno fra il cimitero ed il pendio occidentale dell’isola. Si tratta di reperti, per lo più ridotti a frustuli ceramici, relativi all’età del bronzo (sec. XVI-XVII a.C.).Non deve sorprendere la presenza di un insediamento, anche se evidentemente riferibile ad un ridotto gruppo di capanne, in questo punto dell’isola. Infatti come per Ponza, anche a Ventotene nella scelta dei luoghi per la frequentazione in epoca protostorica si prediligevano i punti a ridosso del ciglio roccioso (per ovvi motivi di maggiore difendibilità) ma non lontani dai punti di approdo e di facile sfruttamento del suolo.
In età antica l’isola di Ventotene viene chiamata ora Pandataria, ora Pandotira. Solo a partire dal Medioevo prende corpo il fenomeno della progressiva deformazione lessicale dell’originario nome dell’isola, fino a giungere all’attuale nome “Ventotene”, che molto probabilmente deriva dal termine “vento”.

Punti d'interesse:

Come le isole vicine, anche Ventotene fu colonizzata dai Romani. I resti dell’architettura romana sono disseminati in tutta l‘isola: tra le testimonianze meglio conservate c’è sicuramente il Porto Romano, i cui resti sono oggi visibili nella zona del porto attuale, che è anche il centro nevralgico dell’isola. Si tratta di un bacino scavato nel tufo asportando circa 60.000 metri cubi di roccia.
La Peschiera Romana si trova ai piedi del faro, nella zona del Porto. Si può visitare a nuoto, ma rende il meglio di sé con le immersioni, perché attualmente il grosso della costruzione si trova sott’acqua. Si tratta di una serie di vasche collegate al mare tramite canali e percorsi obbligati, che consentivano ai pesci di deporre le loro uova senza poter uscire.
A differenza dell’isola di Ponza, Ventotene non ha sorgenti di acqua dolce. Lo sapevano bene i Romani, che nel 1° secolo a. C. fecero costruire due grandi vasche al centro dell’isola.
Le Cisterne Romane si raggiungono a piedi in pochi minuti da Piazza Castello. Si tratta di due vasche per la raccolta dell’acqua piovana: la Cisterna di Villa Stefania, che si estende per 700 metri quadri, e la Cisterna dei Detenuti, grande più di un chilometro quadrato.

Curiosità

Un evento davvero suggestivo è la festa di Santa Candida, patrona dell’isola.
Si comincia con una gara di mongolfiere (chiamate anche ‘O pallon’) costruite con la carta, che lascia turisti e abitanti con il naso all’insù e senza fiato per le sfumature e le forme di queste “opere d’arte” realizzate dalle scuole dell’isola.